mercoledì 11 dicembre 2013

Rodriguez, la voce dimenticata dall'America


L'America dà, l'America toglie, l'America dimentica. Si potrebbe riassumere così la parabola del cantautore Sixto Rodriguez, nato a Detroit nel 1942, che pubblicò due album, Cold Fact (1970) e Coming from reality (1971), per poi sparire nel nulla. C'è voluto un documentario girato da un regista svedese, Malik Benjelloul, che ha per protagonisti due fan sud-africani ossessionati da Rodriguez, perché l'America riprendesse in considerazione il cantautore dimenticato.
La storia raccontata in Searcing for Sugar Man, vincitore di vari premi al Sundance Film Festival (2012) e di un premio Oscar (2013), ha dell'incredibile.
                                                                                         

Figlio della working-class, Sixto Rodriguez con la sua chitarra raccontò l'amore, la protesta, la solitudine, l'ingiustizia, l'angoscia, la strada.
Il suo talento e la profondità dei testi lo portarono a registrare due album in studio. Ma la fortuna è cieca, e una serie di circostanze gli fecero vendere pochissimo in patria statunitense: tra queste l'esagerato numero di gruppi e cantanti rock, che negli anni '60-'70 aveva raggiunto un picco mai verificatosi, e la cattiva promozione che venne fatta del suo nome (molte radio lo snobbarono per via del nome latino, perché non trasmettevano musica latino-americana). Ma la sua musica era tutt'altro che latino-americana, era rock giovane, blues sincero e crudo, i testi erano poetici, si può dire musicalmente molto simile a Bob Dylan. Tuttavia in America non ebbe considerazione, perciò dopo qualche anno Rodriguez tornò a lavorare nell'edilizia, in cui lavorava prima, senza troppi scrupoli.

Gli unici due album registrati, però, negli anni della pubblicazione vendettero milioni di copie in Sud-Africa. Là, Rodriguez divenne la rock-star americana per eccellenza, influenzò in maniera importante i gruppi rock sud-africani, e soprattutto divenne la colonna sonora della protesta contro l'apartheid. Le canzoni di Rodriguez diedero voce alla protesta giovanile in Sud-Africa, esattamente come (se non di più) quelle di Bob Dylan la diedero alle proteste degli anni '60 negli States. In ogni casa della middle-class sud-africana, fra la collezione di vinili non potevano mancare Abbey Road dei Beatles, Bridge over Troubled Water di Simon & Gurfunkel e Cold Fact di Rodriguez.
Il governo dell'apartheid teneva sotto stretto controllo la popolazione e i prodotti culturali, tanto che la canzone Sugarman di Rodriguez, che parla di droga, venne rigata con le forbici su tutte le copie in vinile in circolazione. Ma la sfortuna del cantautore fu che i soldi di quelle copie sudafricane non gli arrivarono mai, perché si fermarono alle royalty londinesi.

In Sud-Africa la figura di Rodriguez era gigantesca, la sua musica ha cresciuto generazioni, ma della persona in carne ed ossa non si sapeva nulla. Si pensava che Rodriguez fosse morto, e giravano diverse versioni sul suo suicidio. Ma questo non fermò due fan sfegatati che volevano sapere di più del loro idolo, e che nel corso degli anni '90, dopo aver scoperto che Rodriguez era sconosciuto in America, contattarono la casa discografica che produsse i suoi album. Da qui la notizia che il cantautore era ancora vivo, e lavorava a Detroit. I due fan allora gli dedicarono un sito web, in cui chiedevano aiuto per trovarlo.

Se vali, e fuggi la fama, è la fama che viene a cercarti. Rodriguez, che adesso ha 71 anni, è un esempio di umiltà e sobrietà. Dopo aver preso atto di non essere diventato una celebrità, non ci ha pensato due volte a ritornare al lavoro modesto che faceva prima, ed affrontare i problemi che aveva lasciato, invece di aggirarli. Si candidò anche alle elezioni comunali di Detroit nel 1989. Dopo la sua riscoperta, negli anni '90, non cambiò stile di vita, ma tornò e torna tuttora volentieri sul palco per i suoi fan più fedeli.


La sua vicenda parte dalla musica, quindi, aneddoti a parte, il mio consiglio è di ascoltare le sue canzoni.




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