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venerdì 3 gennaio 2014

Non resta che ridere del proprio dolore. Sherwood Anderson, Riso nero

Si potrebbe riassumere Riso nero di Sherwood Anderson come la manifestazione dell'insofferenza verso i vincoli dettati dalle convenzioni sociali. Il sottotitolo all'edizione italiana del '76 (traduzione di Cesare Pavese) recita: La fuga come sistema di sopravvivenza in America. E questo è abbastanza vero, se si considera la parola “fuga” in un senso molto ampio. Fuga da una società opprimente, fuga dalla quotidianità fatta di un lavoro convenzionale, di frequentazioni convenzionali, di un amore convenzionale.