Si potrebbe riassumere Riso nero
di Sherwood Anderson come la manifestazione dell'insofferenza verso i
vincoli dettati dalle convenzioni sociali. Il sottotitolo all'edizione italiana del '76 (traduzione di Cesare Pavese) recita:
La fuga come sistema di sopravvivenza in America.
E questo è abbastanza vero, se si considera la parola “fuga” in
un senso molto ampio. Fuga da una società opprimente, fuga dalla
quotidianità fatta di un lavoro convenzionale, di frequentazioni
convenzionali, di un amore convenzionale.
