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venerdì 7 marzo 2014

Pier Vittorio Tondelli - Altri Libertini

Quando mi sono chiesto se la letteratura della beat generation avesse influenzato la narrativa italiana, ho trovato una risposta in Altri libertini di Pier Vittorio Tondelli.

Pubblicato da Feltrinelli nel 1980, il libro è diviso in sei episodi, tutti auto-conclusivi, legati da un'unità tematica. Ma forse sarebbe meglio parlare di molteplici tematiche unitarie, scaturite dal fatto di avere un'età intorno ai vent'anni, il periodo in cui si matura l'autonomia e la libertà di decidere cosa fare della propria vita. I personaggi di questi episodi sono ubriachi di libertà, nel senso che si lasciano andare senza pensare troppo alle conseguenze. Gli episodi tracciano un affresco autentico della gioventù degli anni '70. Gioventù trasgressiva e disperata, che non trova stimoli per intraprendere carriere universitarie o d'altro tipo, e preferisce vivere alla giornata, preferisce la droga, l'acool, e il sesso sfrenato - l'eroina e l'omosessualità sono temi ricorrenti. I giovani si muovono nell'Emilia-Romagna, fra Modena, Bologna, Reggio Emilia, ma anche in Europa, fra Amsterdam, Parigi e Londra. Alcuni rimangono intrappolati nella realtà urbana a causa della droga, altri cercano nuove esperienze all'estero, o cambiando città all'interno della regione, attraverso viaggi lungo le autostrade.

martedì 7 gennaio 2014

Confessioni di un lettore. Libri letti nel 2013

Foto simbolica di una libreria
(la mia, una parte)
Il contenuto del libro si staccava da me, ero libero di pensarci o non pensarci; subito ricuperavo la vista ed ero assai stupito di trovare intorno a me un'oscurità dolce e riposante per i miei occhi.
(Marcel Proust - La strada di Swann)







Qua di seguito è esposta la lista dei libri che ho letto da gennaio a dicembre 2013.

L'idea l'ho copiata da Aaron Swartz, il programmatore-attivista prodigio che si è suicidato il gennaio scorso, dopo essere stato arrestato per aver scaricato illegalmente un database di articoli accademici del MIT. Nel suo sito personale, Swartz pubblicava ogni anno la sua lista di letture, lasciando dei commenti per quasi ogni titolo.
Oltre che per egocentrismo ed esibizionismo, pubblicare la propria lista di letture annuali può essere utile perché produce dati su “un lettore tipo”.
In realtà il mio obbiettivo è che qualcuno, leggendola, possa trovare spunti di lettura interessanti.
Passando ai numeri, in totale ho letto 37 titoli, che paragonati a quelli di Swartz del 2010 sono un numero imbarazzante: ne ha letto 122.
Ecco gli altri dati:

Media lettura: 3 libri al mese circa.
Autori italiani: 9 su 34 ( di cui sardi: 3 su 34)
Autori stranieri: 25 su 34 (di cui americani: 16 su 34)
Libri in lingua originale: 3 su 37 (inglese)
Romanzi: 16 su 37
Racconti (raccolte): 12 su 37
Saggistica: 5 su 37
Altro: Rossari (raccolta “disomogenea” di racconti, aforismi e bozzetti), Latronico (romanzo-pamhlet), Young (autobiografia), Fante (epistolario), Tolkien (fumetto).

Alcuni di questi libri sono recensiti su questo blog.
  1. Zadie Smith – Perché scrivere? (e-book, minimum fax, 2007)

venerdì 1 novembre 2013

John Fante: Lettere a Mencken 1930 - 1952

[...] Una cosa che ho imparato è che non sono intelligente. Una volta ero presuntuoso e pensavo che ciò fosse intelligenza. Non so come si faccia a ottenere l'intelligenza. Non leggendo e scrivendo; se fosse vero potrei modestamente rivendicare un certo acume. [...]
(lettera 49, John Fante, 14 agosto 1935)

Chiunque conosca, anche solo per aneddoti, la travagliata storia dello scrittore italo-americano JohnFante, troverebbe inestimabile questo epistolario: Sto sulla riva dell'acqua e sogno – Lettere a Mencken 1930-1952 (Fazi Editore, 2001). Henry Louis Mencken (critico letterario, giornalista, editorialista) è stato il mentore di Fante, nonché colui che lo ha introdotto nel panorama letterario americano, pubblicando alcuni suoi racconti sulla rivista che diresse fino al 1933, The American Mercury.
Dopo aver guadagnato la stima di Mencken grazie al suo potenziale, Fante incomincia, poco più che ventenne, a scambiare lettere con lui, chiedendogli consigli sullo scrivere, sulla politica, sugli agenti letterari, sulle donne, sulla filosofia, e instaurando un rapporto duraturo, che si evolverà nel tempo, fino alla morte di Mencken nel 1956.
A rendere straordinario questo scambio epistolare è l'epilogo ormai noto: Fante e Mencken non si incontrarono mai di persona.

lunedì 14 ottobre 2013

Pulp chiude, siamo orfani


Ultimo numero. #104
La meraviglia è finita.
L'arido mercato ha posto la parola fine anche sulla rivista di letteratura Pulp, che ha pubblicato il suo ultimo numero il 30 luglio 2013. La mia meraviglia è da intendersi come stupore: all'uscita di ogni numero mi chiedevo, meravigliato (e grato), come facesse Pulp a sopravvivere.

Nonostante il titolo, era una una rivista bimestrale indipendente italiana,  nata nel 1996, interamente dedicata alla letteratura, con sporadiche apparizioni di cinema e musica.
La reputavo “rivista italiana di letteratura” per antonomasia, e anche l'unica valida, quindi per me la sua chiusura lascia vacante un importante ruolo: quello, appunto, di rivista italiana autorevole di letteratura.
La linea editoriale di Pulp ha sfidato l'evoluzione digitale, sociale e commerciale dei mezzi scritti di informazione e intrattenimento, e ha perso.
Scarna e tradizionale nella forma, non ha mai avuto una versione digitale, né tanto meno un sito di riferimento o una pagina ufficiale nei social network. Le uniche informazioni reperibili nella rete si trovavano in siti e forum sui libri (tra cui Anobii), e qualche citazione in alcuni blog poco conosciuti (sì, è un auto-citazione).